Di certo non sono due che puntano a sorprenderci, ci si attendeva un tipo di match e quello abbiamo avuto, né più né meno. A tratti ero inebetito come le mucche al passaggio del treno, osservavo senza cercare un senso e senza desiderare di capire, ma quasi attratto dall’inutilità dello spettacolo. Ma al contrario delle mucche non mi ci hanno messo, mi ci sono piazzato io.
Jelena Ostapenko 5,5
Cattivissima lei, se la vuole mangiare la timida Camila. Gioca a specchio con l’avversaria, ma meglio. Va sotto in entrambi i parziali ma non trema se non di rabbia, continua imperterrita e ha ragione dell’altra che continua ma meno imperterrita. Difficile capire se è meglio di Camila sul piano mentale o su quello tecnico, forse su entrambi i piani o su nessuno dei due. La differenza che passa è tra una potenziale campionessa ed una campionessa fatta e ancora non del tutto definita.
Camila Giorgi 4,5
Alla fine è semplice. Giocate allo stesso modo ma hai cinque anni in più e non hai vinto uno slam, quindi sei meno brava dell’avversaria. Che poi va anche a servire per il set in entrambi i parziali, dov’è se l’è messa la maggiore esperienza che dovrebbero dare i cinque anni in più? Nonostante l’età sembra ormai avere i riflessi troppo lenti per questa giovincella che la sovrasta pure col carattere: mentre Jelena sbraita, tira occhiatacce e si carica, Camila rimane impassibile nel mondo in cui l’hanno rinchiusa e della cui porta lei ha gettato la chiave.

