Site icon EsteticaMente

US Open 2018 – Le pagelle della finale – Naomi Osaka vs Serena Williams 6-2 / 6-4


US Open 2019 – Pagelle à la carte

Naomi Osaka vs Serena Williams 6-2 / 6-4
U
na Osaka semplicemente straordinaria ha portato a casa una partita che Williams ha mandato in vacca. Una finale in cui la giovane ha mantenuto i nervi saldi e la campionessa assoluta è andata giù di testa, ma oggi l’avrebbe vinta sempre e comunque la giapponese.

Naomi Osaka 10
Entra in campo come un uragano, mette sotto Serena in tutto, serve persino meglio di lei. Dà un ritmo forsennato agli scambi e l’avversaria non le sta dietro. Insomma, la partita perfetta.
Williams cerca di rovinarle la vittoria, anzi ci riesce, e lei non ne ha la minima colpa. Bravissima a mantenere la concentrazione in un ambiente che definire ostile è riduttivo come minimizzare l’importanza dell’alcol nelle figure di merda. Non fa una grinza e si va a prendere una vittoria che definire meritata è poco.
Serena è riuscita a prendersi più spazio anche su queste pagelle, questo perché è l’ha buttata in baccano e baracconata e il baccano attira maggiore attenzione. La mia, poi, che è così claudicante.

Serena Williams 1
Stasera è in grande difficoltà fin dall’inizio, oggi è semplicemente inferiore. Cerca di reagire con grinta rabbiosa sul campo, tenta di giocare d’esperienza cambiando le carte in tavola, alla fine perde insensatamente la testa. Quindi va chiarito che prima di tutto la perde sul campo, senza avere armi per contrastare la forza della natura che ha davanti.
Poi riceve un warning per indicazioni dal suo angolo. A quel punto perde la brocca: la mette sull’onestà, scade nel vittimismo da mamma, sbraca con un femminismo completamente fuori luogo, la fiera dei principi taroccati; ed in ordine perde un quindici e poi un game perché dà del ladro all’arbitro.
Peggiore modo per chiudere questo torneo non poteva trovarlo, rovinando insensatamente il primo successo slam di Naomi.
A fine gara si permette anche di fare la buona samaritana che concede gli onori alla vincitrice, in realtà li elargisce come carità, gentile concessione della sovrana che aizza un pubblico bue. Male, perché la favola che era ad un passo grazie ai suoi enormi sacrifici le ha giocato il brutto tiro di trasformarsi in incubo: sbroccata epica, perché tutto ciò che fa dev’essere appariscente. Troppo rumore per nulla.

Exit mobile version