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Fabio Pusterla – Cenere, o terra – Marcos y Marcos

Fabio Pusterla
Cenere, o terra
Marcos y Marcos
Gli Alianti, 224 pagine, 20 euro

In libreria dal 6 settembre

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La nuova, splendida raccolta di Fabio Pusterla frequenta vagoni ferroviari, angoli di strada, aule di scuola; si avventura nel vento in agguato, fino al magma, alle costellazioni nere, all’acqua tumultuosa.
Ha la lingua limpida di una poesia che muove dall’esperienza, che evoca e narra, che procede e si trasforma.
Con “il paziente zero” ricorda “il mistero del corpo / l’altro viso della gioia”.
Contempla però anche l’abbandono, stare e basta; cogliere un lampo di pace verso la rotta eterna del Carro.
“Nella profonda / umiltà della cosa che c’è, / in questo istante, e si offre”.
“Non dura ma c’è”.

Il titolo viene da un verso dantesco (Cenere, o terra che secca si cavi – Purgatorio, IX 115).
Le quattro sezioni (Pasolini appeso, Nella luce e nell’asprezza, Confuscazioni, Lo splendore) raccolgono i testi attorno a quattro “grumi tematico-simbolici”, “assolutamente imprevisti”.
Tra essi, passaggi impervi e ponti su cui è concessa una sosta; visioni, sogni e apparizioni.
Nella morsa del presente, Pusterla tocca il centro della resistenza amara: “l’ora del tempo è cupa, la stagione / quasi odiosa”.
In alto, creste confuse e ghiaccio nero.
“Ma sotto, nel segreto, / c’è una voce che pulsa, non muore. // Laggiù si conserva e si prepara, si tesse / un’armoniosa bellezza, luce azzurra / futura”.
C’è il sogno “Di un luogo diverso, / d’apertura e riscatto”: “la pura responsabilità dello sguardo  fermo, che prova a cogliere qualcosa / rischia e incoraggia /non giudica”.

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