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Titù – Claudine Galea e Goele Dewanckel

Titù - Claudine Galea e Goele Dewanckel

Titù di Claudine Galea e Goele Dewanckel è un bambino che alle parole preferisce senza ombra di dubbio l’immaginazione, ma che soprattutto preferisce evitare i continui rimproveri degli adulti e le loro inutili raccomandazioni, rifugiandosi nel SUO mondo fantastico fatto di silenzi e riflessioni.

Titù di Claudine Galea e Goele Dewanckel

L’attesa è stata piuttosto lunga, 13 anni per l’esattezza, ma come succede in non molte occasioni le aspettative dei lettori italiani sono state pienamente soddisfatte. Stiamo parlando dell’albo illustrato Titù, titolo originale Au pays de Titus, scritto da Claudine Galea e illustrato da Goele Dewanckel, pubblicato nel 2008 in Francia, edito nel 2021 in Italia grazie alla casa editrice romana Orecchio Acerbo e alla traduzione dal francese di Francesca Lazzarato.

Già a partire dalla copertina riconosciamo negli occhi Titù, il bambino silenzioso protagonista di questo testo, una particolare dolcezza e intensità, che rendono il suo sguardo ricco di storie da raccontare.

Si vede ogni cosa, negli occhi.
Gli occhi dicono meglio delle bocche.
Che bisogno c’è di parlare?

Infatti Titù è un bambino che alle parole preferisce senza ombra di dubbio l’immaginazione, ma che soprattutto preferisce evitare i continui rimproveri degli adulti e le loro inutili raccomandazioni, rifugiandosi nel SUO mondo fantastico fatto di silenzi e riflessioni.

Il nostro giovane protagonista, per non essere acchiappato e inghiottito dagli ordini dei grandi che avanzano come un fiume in piena, trova riparo in luoghi in cui il tempo per osservare e le grandi domande si inseriscono nella sua vita senza alcuna fatica.

La lettura di questo picture book ricorda in un certo senso la poetica di due giganti della letteratura per l’infanzia, Roald Dahl e Bianca Pitzorno, che nelle loro opere hanno descritto magistralmente «l’alterità infantile» e «lo scontro tra infanzia e mondo adulto, due universi che sembrano non poter entrare in contatto, come fossero razze differenti»[1]. La storia di Titù rimarca proprio questa eterna incomprensione tra piccoli e grandi, tra due universi vicini ma lontani che sembrano parlare lingue differenti.

Spunti didattici:

Titù è un albo illustrato la cui lettura è indicata a partire dalla scuola primaria. Gli studenti di ogni età possono fruire questo albo e considerarlo un valido punto di partenza per dare il via a riflessioni su temi importanti e complessi. Di questo testo però ne possono approfittare tanto gli alunni quanto gli insegnanti, a patto che gli adulti chiamati in causa siano dei grandi che hanno voglia di mettersi in gioco e rivedere il proprio punto di vista e i propri comportamenti.

Lo consigliamo a… a chi ha dentro un mondo intero ma sceglie di restare in silenzio; a chi racconta di sé sfruttando ogni centimetro del proprio corpo; a chi preferisce ascoltare e parla solo con gli occhi.


[1] Hamelin (a cura di), I libri per ragazzi che hanno fatto l’Italia, Bologna, Hamelin Associazione Culturale, 2011, p. 194.

Claudine Galea e Goele Dewanckel – TitùOrecchio Acerbo
Traduzione: Francesca Lazzarato

Voto - 95%

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