L’isola delle ombre di Davide Calì e Claudia Palmarucci è un viaggio onirico fatto di immagini e parole che, grazie al loro perfetto equilibrio e alla loro forza, riportano a galla aspetti che, più o meno inconsciamente, spaventano ognuno di noi.
L’isola delle ombre di Davide Calì e Claudia Palmarucci
Grazie alle storie la mente dell’uomo è in continuo movimento: a volte si abbandona a semplici fatti quotidiani che sono stati o che potrebbero essere; altre volte invece resta ingarbugliata e si lascia coinvolgere in una fitta trama ricca di personaggi ed emozioni.
Erroneamente si tende a credere che la mente umana si alimenti di storie solo durante il giorno senza considerare ciò che avviene di notte, quando il cervello produce vere proprie “storie notturne”[1]. Sono pochi i casi in cui nei sogni predominano sentimenti positivi, come felicità e serenità, mentre troppo spesso nei sogni ritroviamo sentimenti negativi, tra i quali ansia, paura, tristezza, rimpianti… sono proprio questi ultimi che ci spingono a cercare una possibile spiegazione o rivolgerci a un esperto per capirci di più.
È quello che accade nell’albo illustrato edito da Orecchio acerbo nel 2021, L’isola delle ombre di Davide Calí e Claudia Palmarucci.
Qui incontriamo uno specialista dei sogni, o meglio di brutti sogni, il dottor Wallaby, un dottore-canguro che a cavallo del suo fedele dingo attraversa il “Sottobosco dei sogni” per dare la caccia ai brutti sogni e che nel suo studio accoglie i pazienti tormentati da veri e propri incubi, proponendo loro sempre corrette soluzioni. Insomma, cos’altro si può chiedere a un dottore specializzato in brutti sogni?
Le sue diagnosi filano lisce, senza particolari intoppi, fino a quando nel suo studio si presenta un nuovo paziente, il Tilacino con uno strano, stranissimo sogno dove domina il NULLA.
«Allora, dimmi, quale incubo ti tormenta?» chiede il dottore.
«Non lo so. Nel sogno tutto quello che vedo è qualcosa di vuoto e sordo, profondo è immobile.»
Un caso decisamente complicato che il dottore, nonostante la sua grande esperienza e i libri ricchi di possibili soluzioni, sembra non capire.
Cosa sarà? Ma certo, il problema del Tilacino non sono di certo i sogni ma, al contrario, l’assenza di questi ultimi che derivano da una sconosciuta e dolorosa realtà.
Un viaggio onirico fatto di immagini e parole che, grazie al loro perfetto equilibrio e alla loro forza, riportano a galla aspetti che, più o meno inconsciamente, spaventano ognuno di noi.
Spunti didattici:
Penso sia giusto proporre in classe la lettura de L’isola delle ombre a partire dalla classe quarta della scuola primaria.
Con questo albo illustrato è possibile spaziare tra diversi argomenti e discutere con gli alunni di letteratura e di scienza, passando per i sogni, o i brutti sogni, o ciò che ci spaventa di notte e di giorno.
Lo consigliamo a… A chi non sogna di notte ma sogna a occhi aperti; a chi passa la notte in compagnia di sogni belli e meno belli; a chi teme i brutti sogni ma anche a chi ha imparato a conviverci; a chi ha paura della realtà, ma riesce a vederla e affrontarla.
[1] J. Gottschall, L’istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani,Torino, Bollati Boringhieri, 2014, p. 87.
Davide Calì – L’isola delle ombre – Orecchio Acerbo
Illustrazioni: Claudia Palmarucci

