Il sentiero - Marianne Dubuc

Il sentiero – Marianne Dubuc

Il sentiero di Marianne Dubuc è un libro commovente che mostra da una parte la bellezza del tramandare, dall’altra il potere del viaggio come qualcosa che ci forma e ci fa crescere, tornando a casa con qualcosa in più.

Il sentiero di Marianne Dubuc

Il sentiero

F.: “La gente è pazza, in vista del lockdown corre in biblioteca e si prende il mondo”.
Io: “Dai, increscioso”.
Sempre io 1 ora dopo – circa – con 12 libri tra le braccia: “Sì, salve, prendo questi libri. Grazie.”

Come direbbe qualcuno, ecco qui una breve storia triste che ci porta al testo di oggi: Il sentiero di Marianne Dubuc. In preda a una presa di coscienza, grazie a una fedele amica che mi ricorda che fino al 3 dicembre non potrò correre in biblioteca tra un’ora di lezione e un’ora di riunioni su Google meet, mi dirigo in quel sacro luogo alla ricerca di pagine da sfogliare e, posizionato tra le novità, trovo il testo della Dubuc – non così nuovo in realtà perché edito da Orecchio Acerbo nel 2018. Prenderlo è stato inevitabile perché nel mio cuore ancora mi commuovo al pensiero di uno dei miei libri preferiti della stessa autrice, ossia Il leone e l’uccellino[1] (qui la nostra recensione). Insomma: garanzie di vita.

Mi trovo così di fronte a un testo che, pagina dopo pagina, mostra il viaggio come percorso di formazione e di scoperta di sé e dell’altro e di tutte le cose che ci circondano. La protagonista, la signora Tasso, è molto vecchia e ha visto tante cose, che conserva con cura nella propria cucina. Ogni domenica passeggia lungo il sentiero che porta al Pan di zucchero, l’alta montagna. In questo viaggio, incontra diversi personaggi, suoi amici, che la salutano con affetto ed esplora il mondo raccogliendo funghi o aiutando tartarughe in difficoltà.

Una domenica però, il suo viaggio viene arricchito dall’incontro con il piccolo Lulù, un gatto, che desidera arrivare in cima al Pan di zucchero, ma teme di non potercela fare, essendo un cucciolo; la signora Tasso lo incoraggia ad andare. Così partono insieme verso l’alto e durante il cammino la signora Tasso insegna a Lulù molte cose, che il micio impara in fretta e con curiosità, ma anche con fatica e con del bisogno di riposo.

Il sentiero
Il sentiero

Giunti “in cima al mondo” però, e osservandone le meraviglie, Lulù si sente più che ricompensato. Vi è un silenzio carico di pensieri.

Il sentiero

Così, una domenica dopo l’altra, salgono insieme fino al Pan di zucchero. Fino a quando però è la signora Tasso inizia a essere stanca e ad aver bisogno di pause, fintanto che un giorno rimane a casa e sarà Lulù a farle rivivere il percorso attraverso oggetti e parole che faranno viaggiare sul sentiero – con la mente – la signora Tasso.

Il sentiero

E sarà poi Lulù a trovare un nuovo cucciolo cui insegnare le cose apprese prima con la sua dolce amica e poi nelle sue passeggiate solitarie.

Un libro commovente che mostra da una parte la bellezza del tramandare, dall’altra il potere del viaggio come qualcosa che ci forma e ci fa crescere, tornando a casa con qualcosa in più.

Mi viene in mente qui il piccolo anatroccolo di Sergio Ruzzier che in Stupido libro![2] (qui la nostra recensione) dopo un viaggio tra le parole ritorna a casa arricchito dalla propria esperienza.

Così la signora Tasso prima, Lulù poi e il coniglio alla fine, imparano l’un l’altro attraverso il dialogo, l’osservazione e la voglia di esplorare e di fare esperienza del proprio mondo.

Spunti didattici:

Questo libro può essere proposto durante il primo ciclo di istruzione sia come dono di lettura, sia per insegnare ai bambini la ricchezza delle cose tramandate dai nonni o dai genitori. Parallelamente a questo può essere utilizzato come piccolo manuale di ricerca da cui prendere spunto e insegnare ai bambini il potere delle esplorazioni. Infatti, è interessante anche come, all’interno del libro stesso, ci siano elementi naturali presentati in maniera “tecnica” come se fossero due libri in uno: da una parte la storia della signora Tasso e di Lulù, dall’altra la storia del bosco come ambiente.

Il sentiero

Il testo può quindi essere funzionale a un percorso trasversale che racchiuda sia l’ambito scientifico sia quello linguistico, che insegni inoltre ai bambini e ai ragazzi il rispetto dell’ambiente, come auspicato anche dagli obiettivi di Agenda 2030.[3]

Lo consigliamo a… chi, come me, sogna di poter tornare a esplorare angoli di città in giro per il mondo, per guardare e ammirare a bocca aperta ciò che ci circonda.


[1] https://www.orecchioacerbo.com/editore/index.php?option=com_oa&vista=catalogo&id=379
[2] https://www.topipittori.it/it/catalogo/stupido-libro
[3] https://www.agenziacoesione.gov.it/comunicazione/agenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile/

Marianne Dubuc – Il sentieroOrecchio Acerbo
Traduzione: Paolo Cesari

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Su Ilaria Dui

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Laureata in Scienze della Formazione primaria, specializzata in messaggi vocali dai 4 minuti in su, dottoranda in Netflix, amante di storie di qualsivoglia tipo, ladra di abiti di sorelle maggiori, carnivora di professione, goffa come secondo lavoro. Tra una pista da sci e il duomo di Milano, tra amici montagnini e amici San Carlini, mi piace pensare di poter percorrere diverse strade fatte di punti di vista diversi e dettagli opposti, il tutto con una vecchia auto perennemente dal meccanico grazie a un conto corrente perennemente in rosso

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