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Haiku poesie per quattro stagioni, più una – Silvia Geroldi e Serena Viola

Haiku poesie per quattro stagioni, più una - Silvia Geroldi e Serena Viola

Haiku poesie per quattro stagioni, più una di Silvia Geroldi e Serena Viola è un viaggio intenso attraverso romantiche ricorrenze stagionali evocate da quel “terzo linguaggio” che ha origine dalla sofisticata dialettica parola – illustrazione giocata nello spazio bianco di novantasei pagine e in quello prosodico dell’Haiku.

Haiku poesie per quattro stagioni, più una di Silvia Geroldi e Serena Viola

Fermare il tempo, osservarlo senza rimanerne trascinati, arrestarne la corsa, essere immuni alla sua furia, sono solo alcune delle ancestrali chimere che tormentano l’uomo.

In Giappone, intorno al 1600 circa, per catturare l’inesorabilità di un ciclo vitale, che stagione dopo stagione si rinnova in una perpetua oscillazione tra vita e morte, è stata inventata la poesia Haiku.

In Occidente la si conosce come un brevissimo componimento di tre versi, ciascuno rispettivamente di cinque sillabe, sette sillabe e cinque sillabe, non in rima.

La faccenda pare troppo semplice: diciassette sillabe totali possono parlare dell’avvicendarsi del tempo fissandolo in un attimo di delicata eternità?

Pare di sì, tant’è che Silvia Geroldi e Serena Viola in Haiku poesie per quattro stagioni, più una, edito nell’anno 2017 da Lapis Edizioni, ce ne regalano ben quaranta. Un viaggio intenso attraverso romantiche ricorrenze stagionali evocate da quel “terzo linguaggio” che ha origine dalla sofisticata dialettica parola – illustrazione giocata nello spazio bianco di novantasei pagine e in quello prosodico dell’Haiku.

Ci sono regole, metriche in questo caso, capaci così di sprigionare l’essenza di un attimo in 5/7/5 sillabe: servendosi di questa specifica formula, chi scrive è chiamato a fondere la Natura che osserva, sperimenta e immagina nella brevità di un irripetibile fotogramma fatto parole.

Ed è così che tra i denti di leone resta un desiderio, che la natura rimane confinata dal grigio dell’asfalto, che si vola verso il sole o si cerca una foglia che non sia gialla.

Siamo permeati di bellezza e la poesia haiku è un invito a sintonizzarsi su frequenze che generalmente non “prendono”, a mettersi comodi, ad ascoltare prima il proprio respiro e poi quello della vita che ci avvolge, sentirne le pulsazioni e lasciare la nostra immaginazione cullata nelle e dalle piccole cose.

Spunti didattici

Haiku poesie per quattro stagioni, più una può essere letto ai bambini in uno degli spazi all’aperto offerti dalla scuola così da poterli poi invitare all’ascolto dei suoni, degli odori, delle vibrazioni del vento, del tepore del sole di novembre, del loro corpo…

È anche possibile dar loro degli haiku ed invitarli poi a piccoli gruppi a trovare le ricorrenze dei componimenti così da potersi poi dilettare nella scrittura degli stessi rispettando la formula dei tre versi di 5/7/5 sillabe (attenzione alla crasi!!!).

La Natura, nel suo accadere stagionale, dovrà essere richiamata servendosi di parole come “primavera”, “estate” oppure di immagini evocative “nebbia”, “giardino”, “legnetti”; per i primi esperimenti poetici può essere utile proporre loro dei ritagli di giornale, foto, cartoline da cui poter trarre spunti di scrittura.

Lo consigliamo a…
Chi non ha occhi,
ma gambe per correre:
prato fiorito.

Silvia Geroldi e Serena Viola – Haiku poesie per quattro stagioni, più unaLapis

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