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#MarteGP – Portimao, quanto mi sei piaciuta

Fin da quando l’anno scorso è entrato in calendario, il tracciato di Portimao l’ho amato, per il suo layout da pelo sullo stomaco, da pazzi veri. Se poi consideriamo che è situato all’Algarve, allora spero proprio un giorno di poterlo vedere dal vivo. Chissà, forse nel 2022…

Il circuito delle montagne russe ci ha regalato grande spettacolo nella top class, benché Fabio Quartararo non abbia concesso niente a nessuno. Il francese, che proprio oggi compie 22 anni, ha dimostrato di aver fatto lo step mentale necessario durante l’inverno e (anche) sulla pista portoghese è apparso incisivo. È maturato El Diablo, gestisce le gare in maniera più intelligente e più fredda, appare più sicuro e consapevole dei suoi mezzi. Sarà lui il pilota da battere? Ad oggi, sembra proprio di sì.

Ma vogliamo parlare dell’incredibile Pecco? Vero, ammetto di essere particolarmente patriottica se si parla di sport, ma l’impresa del piemontese è degna di nota. Partito undicesimo perché, come ha spiegato lui: “Le regole sono le regole”, ha fatto una grande rimonta, tanto da chiudere solo alle spalle del vincitore. E qui la domanda viene fuori con naturalezza: cosa sarebbe successo se fosse partito dalla pole position? Beh, è vero che “con i se e con i ma la storia non si fa”, ma non mi toglie nessuno l’idea che ci siamo persi un possibile duello tra il francese e l’italiano fino all’ultima curva. Magari l’appuntamento potrebbe essere rimandato a Jerez.

È tornata a stare con i primi la Suzuki: Alex Rins ha lottato per la vittoria, Joan Mir è salito sul terzo gradino del podio. Peccato per lo spagnolo che ha sciupato un’occasione d’oro, scivolando come a volte gli succede proprio mentre è in posizioni da podio. Per lottare per il titolo deve imparare a non esagerare, esattamente come ha fatto Mir che a tratti era forse meno competitivo di lui, ma ha portato a casa 16 punti importanti.
Peccato anche per la caduta di Johann Zarco, quest’anno lo vedo molto centrato e potrebbe essere un anno decisivo per la sua carriera. Nel mio pronostico a inizio gara avevo dato sia Rins sia Zarco a podio, ma bisogna arrivare sotto la bandiera a scacchi

“Sono tornato a sentirmi un pilota”. Da questa frase si percepisce tutta la sofferenza vissuta dal 28enne di Cervera negli ultimi nove mesi. Marc Marquez è tornato in pista, è riuscito a completare 25 giri e poi è scoppiato in un pianto liberatorio. Alla guida della Honda si è visto che non era il solito Marc, ma poco importa, Marc è tornato, e presto o tardi bisognerà fare i conti anche con lui in campionato.

E in Moto3 Pedro Acosta si è confermato davanti a tutti. Il 16enne mi ricorda tanto proprio Marc, che “conobbi” nel 2010 quando doveva diventare ancora campione del mondo di 125 cc. Apparecchio ai denti, festeggiamenti pacati, timido al parco chiuso ma spietato in pista, Acosta ha messo a segno in Portogallo una vittoria ragionata. Sta facendo passi da gigante, non mi stupirei se vincesse il titolo.

Concludo mandando un bocca al lupo a Jorge Martin: ci hai fatto spaventare un bel po’, ti aspettiamo più forte di prima!

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