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#MarteGP, Montmelò 2022, tra il ricordo di Luis Salom e l’emozione di Fabio Quartararo

Dopo la delusione dell’atmosfera vissuta al Mugello mi sono subito rifatta con il Gran Premio di Catalunya. Non tornavo al gran bel Montmelò da sei anni, ovvero da quel fine settimana maledetto che costò la vita a Luis Salom, quel 25enne sempre sorridente e disponibile che è rimasto nel cuore un po’ di tutti.

Non so perché effettivamente ho lasciato passare questo lasso di tempo così ampio, ma suppongo che tra le altre motivazioni più razionali, qualcosa a livello inconscio mi trattenesse. Sei anni dopo sono tornata su quella pista proprio quando il giorno della sua morte coincideva con lo stesso giorno della settimana e l’identico programma previsto in pista. Mentirei se dicessi che non ci ho pensato e che mi ha lasciato uno strascico di malinconia, nel rispetto suo e della sua famiglia. Poi il fine settimana è continuato, un po’ come continua la vita di ciascuno di noi, e devo dire che mi è proprio piaciuto. Innanzitutto perché mi è sembrato il primo weekend “normale”, il primo weekend uguale a quelli del 2019. Soprattutto la domenica c’era l’adrenalina dei grandi eventi nell’aria, tanto pubblico sugli spalti che si è fatto sentire. E con mia sorpresa, la maggior parte dei tifosi sulla tribuna che si vedeva dalla sala stampa era… francese. Tutta per i loro idoli di casa Fabio Quartararo e Johann Zarco. Per Fabio c’è stata un’ovazione incredibile sia sotto il podio sia in pit lane e conoscendo la sua sensibilità non mi hanno stupito le lacrime sul podio.

Prima che iniziasse la gara ho osservato proprio il suo arrivo nel box. Era il più comodo considerando la sala stampa e nei gesti avuti nei confronti dei suoi famigliari prima di entrare nel box, nel tempo e nell’attenzione che ha dedicato a loro, ho percepito tutta la sua bontà. In gara poi è stato incredibile e imprendibile. Se vincerà anche quest’anno il titolo sarà certamente meritato, ma spero anche di vedere un po’ più di duelli nelle posizioni di testa. Francesco Bagnaia, ahinoi, è stato messo fuori gioco subito da una manovra di Takaaki Nakagami di cui si è già parlato ampiamente. E Aleix Espargarò, invece, ha commesso uno di quegli errori da non credere. Subito ho pensato ad una rottura della moto, poi le mani nei capelli di Rivola non hanno lasciato alcun dubbio. Ammetto il grande dispiacere per lui, vederlo disperato al box mi ha fatto quasi male. Poi però bisogna prendere atto di quanto successo, indietro non si torna e alla fine sono le difficoltà a farci crescere in questa vita. Bravo Fabio, la vittoria è senz’altro meritata, così come la grande gioia condivisa con i suoi connazionali sotto il podio. Una bella festa francese in Catalunya. Del resto, anche loro per dire grazie dicono “merci”…

   
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