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#MarteGP – Jerez, mon amour

Lo scorso fine settimana si è svolto uno dei miei Gran Premi preferiti. Non tanto per il tracciato in sé e i risultati, ma quanto per il contorno. Jerez era ormai da anni tappa fissa nel mio calendario.

Arrivavo a Siviglia, prendevo la macchina a noleggio, guidavo fino ad Arcos de la Frontera, alloggiavo in un fantastico Cortijo, dove ormai sapevano a memoria cosa mangiavo per colazione e mi viziavano. Al mattino mi svegliavo con la sinfonia della natura e degli animali, i colori erano stupendi e caldi, prendevo la macchina e andavo in circuito.

Il ritmo della giornata inevitabilmente cambiava, così come i suoni: il pubblico si faceva sentire sempre, a qualunque ora (non proprio come al Mugello) e proprio questo fine settimana ho notato invece, attraverso la tv, il silenzio di Jerez. Assordante. Vedere le tribune vuote e non sentire alcun rumore in sottofondo è stato strano. La domenica mattina avevo il rito, prima che tutto iniziasse, di andare sul corridoio esterno che porta alla sala stampa per godermi qualche minuto lo spettacolo dei tifosi spagnoli. Era un trionfo di colori e di suoni, era una festa tutta spagnola!

Ma veniamo al GP. La doppietta Ducati ha sorpreso tutti, probabilmente anche i piloti, ma a parte la prestazione di Fabio Quartararo, proprio Jack Miller e Pecco Bagnaia sono stati impeccabili. L’australiano è cresciuto, è maturato, i vertici Ducati gli hanno fatto sentire il proprio calore e lui ha creduto in se stesso. Pecco sta continuando a fare cose straordinarie e benché non ci abbia ancora fatto sentire l’inno, è primo in campionato. Meritato, meritatissimo! In una condizione normale avremmo visto Gigi Dall’Igna grattarsi la barba durante la gara, ma poi sì abbiamo visto la festa italiana dentro e fuori dal box.

Caso Quartararo: quando ho visto che perdeva così tante posizioni, non avrei mai immaginato fosse per un problema fisico. Un brutto colpo per lui, soprattutto a livello psicologico, perché aveva tutto per poter portare altri 25 punti a casa. Invece ora dovrà operarsi al braccio e a Le Mans avrà un nuovo inizio. Intanto, l’unico pilota Yamaha è stato la “mosca bianca” come si è definito lui stesso venerdì. Franco Morbidelli, con la M1 del 2019, è tornato a stare davanti agli altri piloti Yamaha. I fatti parlano da soli. La stagione è lunga e spero si possa togliere altre soddisfazioni come queste. E poi, avete notato, la sua eleganza sul podio? Altro che bere il Prosecco dalla bottiglia, se l’è versato nella coppa e l’ha bevuto da lì. Che classe!

L’ultima considerazione è sempre su di lui, Pedro Acosta. Il ragazzino che in Moto3 continua a mettere in riga tutti, con lucidità e maturità dall’alto dei suoi 16 anni. Anche uno come Romano Fenati, che più di tutti conosce questa classe. I complimenti ormai sono superflui.

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