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Smettere di Fumare #1 – Una prima settimana da urlo

Prima settimana passata e direi che me la sono cavata egregiamente. Non vorrei esagerare ma mi vedo già praticamente fuori dal tunnel, pronto a rimproverare quelli che mi fumeranno davanti. O forse pronto a bullarmi della mia impresa, credo sia prematuro ma penso che lo farò come se avessi già smesso da anni, giusto per darmi un tono.

Una prima settimana in grande stile

Una settimana è passata ed io sono stato nei limiti consentiti dal programma. Quindi non ho fumato nessuna sigaretta se non mercoledì sera, quando l’avevo messo in conto dato l’alto tasso alcolico che il mio fisico avrebbe dovuto sostenere.
Cosa dire? Sono un eroe, i miei nervi sono saldati alla mia costanza, il mio fisico e la mia mente sanno raggiungere traguardi impronunciabili per voi altri umani di poco conto. Lasciamo stare che Massimo, socio in questo sgangherato sito, ha smesso già da tempo. Massimo ha scelto di fare l’atleta pressoché a tempo pieno, aveva traguardi salutisti da inseguire, come i più invasati vegani o le più decise ragazze in vista della prova costume.

Alcuni piccoli momenti complicati

Al di là degli auto pompini ammetto che qualche problemino c’è stato, vediamolo.
Ammetto che ho dovuto far fronte ad alcuni contraccolpi fisici, una sorta di mancamento che ogni tanto mi ha preso alle spalle.
Ho forse mangiato un filo di più, ma non proprio mangiato, più voglia di tenere qualcosa in bocca. Dai su, sfogatevi. Fatto? Intendo che ho sgranocchiato tutto ciò che mi capitava a tiro, una volta esaurite le magre scorte ho iniziato a sgranocchiare pure i ghiaccioli.
Ci sono stati momenti in cui avrei scambiato i miei più cari affetti per una sigaretta, nemmeno il pacchetto, anche solo una sigaretta.

Due tipologie di mancanza

La mancanza della sigaretta ho scoperto essere di due tipi, entrambi vissuti sulla mia pelle. Una mancanza costante e più blanda, come un desiderio soffuso che ti sfiora le labbra, una cara abitudine la cui assenza è ingiustificata, una compagna di vita discreta ma onnipresente: ammetto che mi sono sorpreso a volte, in una consapevolezza abbozzata, ad effettuare un tiro a vuoto con soffio del fumo compreso. L’altra tipologia di mancanza invece è più violenta, immediata, sofferta, ma dura poco; come un grafico con picchi altissimi che ricadono immediatamente, un accecamento momentaneo, un sentimento viscerale e violento.
Sommando le due mancanze posso affermare senza tema di smentita che non sono ancora minimamente pronto a dominare il vizio. Se avessi avuto sigarette a casa avrei ceduto già il primo giorno, che poi essendo il primo giorno mi sarei sentito pure meno in colpa e credo avrei mandato a puttane tutto.

Note di merito

Come note di merito ci metto due serate che per altro in futuro saranno aperte alle sigarette, ma non ora che sono in fase di assestamento.
La prima è stata una cena a casa dei genitori di Massimo, d’altronde per arrivare a lui ho dovuto prima conquistare la famiglia, o forse il contrario, ora non ricordo. Di vino se n’è bevuto eppure io sono rimasto fermo negli intenti, nonostante un paio di elementi alla tavolata fumassero con gran gusto, quel gusto che solo il bicchiere di vino accompagnato alla sigaretta può dare. Non nascondo che probabilmente mi ha reso più forte la madre di Massimo che mi incitava gridandomi: sei un eroe, tu sei troppo un eroe! Come darle torto d’altronde.
La seconda serata in questione mi ha visto ad un concerto. In futuro i concerti saranno fonte di fumo, è scritto nel contratto con i lettori. Ma domenica ho detto no alla tentazione, anche perché di fronte avevo un’altra persona che ha smesso da anni. Sta cosa di avere intorno persone che hanno già smesso francamente mi irrita non poco, stai a vedere che limiteranno la portata della mia impresa. Devo escogitare qualcosa per cui io smetterò meglio, di più, diversamente, ci devo pensare.

Smettere di Fumare #1 – Una prima settimana da urlo ultima modifica: 2017-07-12T15:59:14+00:00 da agafan

Su agafan

agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma lei compensa con altre caratteristiche, aggira l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?