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Facciamo un giro in Salento? Le spiagge, i ristoranti e i dettagli assolutamente da non perdere

Era da un po’ che non facevo un viaggio nella nostra patria, così quest’anno ho deciso di regalarmi sette giorni nel tacco della penisola. Nel Salento c’ero già stata nel 2009, in occasione del primo viaggio con le amiche, precisamente a Torre dell’Orso, ma questa volta ho voluto vedere molte di quelle spiagge fantastiche che all’estero ci invidiano, così ho organizzato con il mio ragazzo un viaggio itinerante, per poter avere un assaggio del mar Ionio e del mar Adriatico, fino ad arrivare alla punta del tacco, Santa Maria di Leuca. 

Il volo su Brindisi l’abbiamo preso alle 17.30, con la solita Ryanair che ci ha fatto spendere poco, comprando i biglietti mesi fa. Una volta presa la macchina a noleggio ci siamo diretti a Lecce, con la mia fluida guida a 50 all’ora perché “voglio anche vedere il paesaggio”, dove avevamo prenotato un bed and breakfast, di nome Luxury (via Archimede, 16 -+39 3884060218, clicca qui per scoprirlo), non distante dal centro, a un chilometro e mezzo da piazza Mazzini.

Il posto si è rivelato fantastico, con il bagno in comune ma la pulizia impeccabile, nella stanza c’era il climatizzatore e la famiglia che lo gestisce è molto ospitale. Per raggiungere la sala colazione abbiamo attraversato l’immensa casa, adornata con mobili antichi tappeti e quadri, per poi arrivare in un giardinetto dove a farci compagnia c’erano tante tartarughe di terra, di ogni dimensione.

La sera ci siamo goduti Lecce by night, tra un mio articolo e l’altro – perché si sa, una vera milanese non va mai in vacanza – e fra tantissima gente che aveva avuto la stessa nostra idea. Dopo aver fatto fatica a trovare parcheggio abbiamo fatto un giro nella piazza Sant’Oronzo, nel Duomo e prima di arrivare alla Cattedrale ci siamo fermati a mangiare in un ristorantino proprio in centro, ma che straordinariamente aveva prezzi normali, anche per il Sud. Il posto in questione è Mamma Lupa (via degli Acaya, +39 340 783 2765, clicca qui per scoprirlo) dove ci siamo fatti tentare da scamorza ai ferri con i peperoni, polpette di carne di cavallo, bruschetta con cicoria e salsiccia e una invece con la burratina che si scioglieva in bocca, il tutto accompagnato chiaramente dal buon vino della casa. L’inizio era dei migliori.

Il giorno dopo abbiamo dedicato tutta la giornata a Lecce, ai suoi vicoletti che un po’ mi ricordavano i carrugi di Genova, alla gentilezza della gente che non è più facile trovare, agli angoli nascosti, alle chiesette disseminate qua e là. L’abbiamo girata in lungo e in largo, andando dal teatro Apollo a quello romano, alla Cattedrale e al Duomo passando da piazza Sant’Oronzo, scovando ogni viuzza e seguendo le antiche mura.

 

Alle 13 eravamo alla ricerca di un posto dove mangiare e non sapendo bene dove andare, con il timore di finire in un posto turistico, ci siamo arresi alla fame entrando nel primo locale carino che abbiamo trovato, il Syrbar (piazza del Duomo 1, +39 328 767 3210, clicca qui per scoprirlo). Se da fuori non sembrava nulla di speciale – “ci mangeremo un panino” – una volta entrati il garbo del personale ci ha stupito e ci siamo resi conto che eravamo capitati in un posto dove l’attenzione alla qualità del cibo era alta. Abbiamo ordinato due capresi con mozzarella di bufala e un carpaccio di pesce spada, e ne siamo stati più che soddisfatti: i pomodori erano di quelli croccanti, niente a che vedere con quelli che trovi nella grande distribuzione, la mozzarella di bufala fresca e saporita e l’olio era di quelli veri. Una tappa piacevole, dai prezzi onesti e una gentilezza speciale, dal padrone alle ragazze.

Nel pomeriggio, invece, ci siamo concessi un gelato alla gelateria Natale. La bontà. Dai gusti fruttati a quelli di crema, un vero paradiso per il palato con prezzi onesti, considerando ormai quanto possa diventare costoso un gelato al nord.

Il giorno dopo è iniziato il nostro viaggio al mare con la prima tappa a Baia Verde. Per scegliere le spiagge ho usato internet, provando a non farmi fregare dalle foto di Google che scrivi “Punta della Suina” e ti esce la Sardegna.

Baia Verde è la classica meta turistica, ma con un mare che è davvero una figata. Ad ogni stabilimento balneare si alternava una spiaggia libera e sul litorale c’era la possibilità di fare una lunga passeggiata che alternata al bagno in mare è uno dei miei momenti di maggiore godimento in vacanza. L’acqua era davvero cristallina e posso confermare che, come avevo letto, con la luce del sole si crea quel riflesso verdino, da cui deriva il nome della baia.

Dopo aver passato la giornata qui, abbiamo deciso di concluderla a Gallipoli, dove abbiamo puntato alla Spiaggia della Purità, ‘una delle bellezze della zona’, avevo letto su Google, che però ci ha lasciato un po’ perplessi. Le foto erano strafighe, sembrava una piscina naturale, ma in realtà il mare non era nulla di che e la presenza delle alghe ti faceva passare la voglia di fare il bagno. Se si guardava il contesto, era davvero molto bello: le case che davano sul mare, questa rientranza tonda che dava un senso di piccola oasi privata, ma il senso di poesia era più forte a guardare questo quadro da fuori, non da dentro.

Fortuna che a riscattare la serata ci ha pensato Gallipoli. Forse è stata la città più bella di questo tour. Case bianche componevano il centro con vie strette in salita e in discesa, tanti negozi che vendevano prodotti locali, una piazzetta con padre Pio, la chiesa imponente e tanti locali dove gustare buon pesce fresco. Per la cena ci siamo lasciati tentare da Scafud (via Carlo Muzio, 23; 0833261365; clicca qui per scoprirlo, oppure qui www.scafud.it) dove i panini con il pesce e le crudité – con accostamenti inusuali e azzeccati – ci hanno saziato, accompagnati prima da due calici di bianco e poi da una birra speciale con acqua marina, senza dubbio particolare, che di nome fa Margose.

Dopo la fregatura della spiaggia della Purità, la sera ci siamo affidati a Google Earth per vedere quanto fosse chiara l’acqua nella meta del giorno successivo, Torre San Giovanni, e soddisfatti del risultato, ci siamo recati lì, precisamente al Lido Sabbioso. Questa è forse stata la spiaggia che ci è piaciuta di più, con meno gente e più chilometri da percorrere in riva al mare. Inoltre c’erano anche tre isolette e lì sì che era davvero splendido, con così tante sfumature di azzurro da far invidia ai mari più famosi. Fondamentali qui le scarpette da spiaggia, quelle che da vedere sono orrende, ma in realtà sono state un utile acquisto (alla Decathlon, poco più di 5 euro) per non disfarti i piedi sulle rocce.

Dopo la paradisiaca giornata ci siamo diretti ancora più a Sud, dove ci stava aspettando l’Agriturismo Terra di Leuca (Piazza Santa Marina, +39 0833 742917, clicca qui per scoprirlo) che abbiamo scoperto essere un ex residenza vescovile per le vacanze, un posto splendido e soprattutto fresco. Qui abbiamo soggiornato tre notti e abbiamo girato parecchio. Il primo dei tre giorni lo abbiamo dedicato al versante adriatico, dove abbiamo visitato tre località a partire da Marina di Novaglie, dove ci hanno consigliato di andare a fare il bagno al Ponte di Ciolo, un angolo che se non conosci non trovi, dove abbiamo nuotato tra le alte rocce del litorale in acque profonde di un azzurro intenso.

Da lì siamo passati a Marina Serra, a scovare un altro posticino nascosto e per caso abbiamo trovato quella che viene chiamata “la piscina naturale”, una vera e proprio piscina naturale scavata tra le rocce, riparata dalle correnti del mare, dove nuotavano anche pesci colorati. Proprio un bel posto, se non fosse stato per le miriadi di famiglie con bambini urlanti che giocavano in acqua. Un posto comunque da visitare.

Il giorno dopo l’abbiamo dedicato alle cosiddette “maldive del Salento”, che le persone del posto in un certo qual senso svalutano. Più di una volta ci siamo sentiti dire che non erano “nulla di che”, tanto che siamo stati anche indecisi se andarle a visitare davvero, ma eravamo lì, e abbiamo voluto vedere se la gente aveva davvero ragione. Abbiamo lasciato le nostre cose in una spiaggia libera all’altezza del chiosco Papeete (dove abbiamo bevuto un fantastico caffè soffiato con latte di mandorla) e siamo andati alla scoperta delle Maldive che abbiamo riconosciuto facilmente. E dobbiamo dirlo: sono veramente belle. Si vede parecchio la differenza con le altre spiagge circostanti, che non sono male anzi, ma quel tratto di spiaggia lì ha davvero il suo perché, con un’acqua pulita e cristallina che non ti stanchi mai di guardare. A dispetto di quello che ho sentito io ve lo dico: andateci, almeno una giornata!

Nel pomeriggio abbiamo fatto una lunga passeggiata andando verso Torre Lidi, e che fascino la torretta sul mare! Questa è una delle cartoline che mi sono rimaste stampate in mente: il mare trasparente e la torretta chiara, con gli uccelli che andavano e venivano. Un altro posto da restare ad ammirare per ore, magari mentre sei sdraiato nel bagnasciuga con i piccoli pesci bianchi che ti fanno solletico.

Per cena siamo andati al ristorante “Profumo di mare” (clicca qui per scoprirlo) a rifocillarci di pesce. Come cucina si mangia bene, bisogna ammettere che non è nulla di speciale, ma il punto forte del ristorante è la posizione: letteralmente a picco sul mare. Mangiavamo accompagnati dal rumore delle onde, dalla brezza marina, serviti da un personale gentile che ci sapeva davvero fare.

L’ultimo giorno ci è scappato di fare anche un giro a Santa Maria di Leuca, prima di risalire e andare a Roca Vecchia, dove avevamo prenotato l’hotel Mare Blu (Litoranea Torre dell’Orso, +39 0832 841708, clicca qui per scoprirlo) per gli ultimi giorni. Questi, purtroppo, sono stati caratterizzati da un forte vento che ci ha impedito di goderci gli ultimi giorni di mare, ma che ci ha regalato comunque un grande spettacolo alla Grotta della Poesia. Ci siamo stati una mattina, prima di proseguire la giornata alla scoperta di Brindisi e Ostuni, e ne siamo rimasti comunque affascinati. Le onde altissime ci hanno ricoperto di schizzi di acqua salata, ma quanto è bello restare a guardare il mare in tempesta e la forza della natura!

La vacanza si è conclusa alla scoperta di Ostuni e Brindisi, e se su quest’ultima non c’è granché da dire, vi consiglio di non perdere per nessun motivo al mondo la Città Bianca. Mentre giri nel centro storico sembra di essere in una fiaba, con tutte le case bianche, muri levigati, fiori colorati, angoli da scoprire e pendenze particolari. Sembra di essere completamente in un’altra dimensione, senza mezzi a motore a rovinare il paesaggio, le vecchiette sulle scale a chiacchierare e a togliere la buccia ai legumi e la tranquillità che non ha niente a che fare con la vita quotidiana.

Serena Zunino

Facciamo un giro in Salento? Le spiagge, i ristoranti e i dettagli assolutamente da non perdere ultima modifica: 2017-08-24T17:24:54+00:00 da Redazione

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