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Se non vuoi immigrati non c’è nulla da fare, sei razzista

Se non vuoi immigrati non c’è nulla da fare, sei razzista

Quello che ci chiediamo del rapporto tra immigrati e italiani è: se li aiutiamo a casa loro chi aiuterà noi a casa nostra? Quando qualcuno dichiara di non volere immigrati in Italia fa seguire l’affermazione di non essere razzista. Perché essere razzisti non pare bello e ci si vuole cautelare con un perbenismo fuori luogo. Invece dovete solo ammetterlo, anche perché se non lo ammettete il risultato non cambia: siete razzisti, quello che dite è razzista, quello che pensate è razzista, voi siete razzisti.

Cosa significa essere razzisti?

razzismo Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la ‘purezza’ e il predominio della ‘razza superiore’. Treccani.it

Non saremmo qui a discuterne se chi adotta determinati atteggiamenti ed è guidato da certe convinzioni lo ammettesse alla luce del sole. Invece no, non vogliono sentirsi dare dei razzisti perché riconoscono il razzismo come un atteggiamento biasimevole. Oddio, non tutti, alcuni ammettono di essere razzisti punto e basta, ma sono pochi, la maggior parte si nasconde dietro ragionamenti ammantati di lucidità e logica in modo da non riconoscersi per quello che sono. Invece dovreste smetterla di girare la testa dall’altra parte, perché anche dall’altra parte guarderete con la stessa testa. Ammettete il vostro razzismo e intavoliamo il discorso sulle basi effettive e non su quelle posticce che ci volete spacciare.

La campagna contro i negri e i beduini, perché di questo si tratta, si fonda sulla convinzione che questi migranti siano inferiori. Infatti stuprano, rubano, sono fancazzisti, insomma non sono all’altezza della nostra lucente civiltà. E sia ben chiaro che sono inferiori biologicamente, altrimenti si potrebbe pensare che sbarcando nei nostri territori si potrebbero educare al vivere civile, invece evidentemente è impossibile e quindi è necessario rimandarli a casa. Se così non fosse verrebbero quantomeno prese in considerazione le attenuanti del caso: mancanza di istruzione, difficoltà dei territori da cui provengono, tempo di adattabilità alla nuova situazione. È chiaro che sono irrecuperabili a causa della loro natura, altrimenti non si vede perché in alcune città italiane non ne vogliano accogliere nemmeno un minimo numero. Probabilmente esiste una qualche paura di contagio, perché riesce difficile immaginare che siano davvero tutti stupratori e farabutti, il timore è che ci attacchino la loro negritudine. Il vero problema è che hanno la pelle di colore diverso e per questo solo fatto sono considerati inferiori. Non solo, ma molto più brutti e cattivi di altre specie considerate inferiori, tipo i cani e i gatti. Infatti cani e gatti sono una fonte di tenerezza molto trasversale e quando si vede una loro foto a quasi tutti viene l’istinto di prenderne in casa uno, mentre i bambini negri che affogano in mare devono essere aiutati a casa loro.

I negri vengono considerati talmente inferiori da non suscitare nemmeno quella pietà umana che dovrebbe albergare negli esseri umani. Probabilmente perché non vengono nemmeno considerati del tutto essere umani, la loro inferiorità è proprio di specie. Se infatti possiamo arrivare a pensare all’ignoranza come molla di considerazioni scriteriate che non riescono ad inquadrare in modo centrato la problematica delle migrazioni, quale dobbiamo pensare sia il meccanismo che non permette alla molla della pietà di scattare? Ancora ignoranza? In parte sicuramente. Ma non solo, anche senso di superiorità di razza e quindi razzismo. Che poi va riportato ancora una volta all’ignoranza, il vicolo cieco da cui è difficile uscire. Ricordiamo che per sbandierata superiorità di razza sono stati creati campi di concentramento non troppo tempo fa. Vi viene facile pensare che fosse tutta un’altra cosa vero? Ma quale fu il motore visibile di quella storiaccia se non il razzismo, una pretesa superiorità? E lasciare affogare degli esseri umani in cosa sarebbe differente dall’ucciderli in campi di sterminio? Guardate che se la situazione non degenera a livello numerico come allora non è certo per merito vostro. E poi quanti morti servono per svegliarvi la coscienza? Non saranno mai abbastanza visto che le considerate morti minori.

Chiudiamo dunque con un appello: ammettete di essere razzisti. Non lavatevi le coscienze all’acqua delle vostre menzogne, ammettete quel che siete e poi continuate a sbraitare le vostre accuse. Non cambierà nulla nel dibattito nazionale, però almeno saprete anche voi da quale parte state, non potrete recitare il ruolo di chi non è razzista perché lo siete, siete razzisti.

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Se non vuoi immigrati non c’è nulla da fare, sei razzista ultima modifica: 2017-09-04T08:00:45+00:00 da Redazione

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